Don Giuseppe Lanza, duca di Camastra, Vicario Generale del Viceré, é il simbolo ideale della ricostruzione di Catania. All'indomani del catastrofico terremoto del 11 gennaio 1693 riceve l'incarico di sovrintendere ai lavori. La città, praticamente rasa al suolo é sostanzialmente da reinventare. Il progetto elaborato prevede piazza Duomo come origine planimetrica e simbolica della nuova città. Da essa muoveranno due grandi strade principali intersecantisi a 90 gradi, l'attuale via Vittorio Emanuele che taglia la città in direzione est-ovest dal mare verso la campagna (la piana di Catania) e l'attuale via Etnea che da piazza Duomo dovrà puntare dritto al cratere centrale dell'Etna in direzione nord-sud (in realtà si aggiungerà un'altra strada, l'attuale via Garibaldi che da piazza Duomo segue un andamento quasi parallelo alla via Vittorio Emanuele). Purtroppo la dirrezione prevista per la via Etnea si sovrappone a due collinette (attorno alle quali sorgerà la Villa Bellini). Sarebbe necessario spianare i due ostacoli, ma questo porterebbe via una parte non trascurabile di risorse finanziarie a scapito delle opere più urgenti. Viene deciso così un leggero spostamento dell'asse viario. La strada lambisce le due collinette e punta comunque verso l'Etna, anche se non secondo la direzione originaria. Lo stesso duca di Camastra segna tra le macerie il tracciato della futura strada in una leggendaria processione, a cavallo, seguito dai notabili e dalle autorità ecclesiastiche, fra due ali di superstiti plaudenti.