Monsignor Salvatore Ventimiglia dei principi di Belmonte, palermitano di nascita, vescovo, umanista. Nel 1773, lasciando Catania per un altro incarico a Palermo, donò all’università la ricchissima biblioteca che porta il suo nome e un medagliere andato poi perduto nel 1849. In una sua villa di campagna (oggi piazza Giovanni Bovio) fondò l’albergo dei poveri dotandolo di un capitale fruttifero. Donò altresì l’anello episcopale al simulacro di S. Agata “non per ornare di un’altra gemma il mezzo busto della santa, quanto per riserva di vendita in qualche urgente necessità della cittadinanza catanese”