Eruzione   2001
 
15 luglio
Dopo una serie pressoché continua di terremoti negli ultimi due giorni (la maggior parte a livello strumentale), si notano una frattura sul versante sud a quota poco superiore ai 2500 m ed una più lunga sul fianco NE della Montagnola, poco sopra l'orlo della Valle del Bove, più o meno alla stessa quota e in direzione del cratere di SE

16 e 17 luglio
Continua lo sciame sismico 


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18 luglio
Circa alle ore 2, a quota 2100 m,  poco a ovest dei monti Calcarazzi, si apre una frattura con una serie di bocche a "bottoniera" dalle quali si ha attività eruttiva con emissione di gas, proiezione di magma (fontane di lava) e la formazione di una colata lavica che inizia il suo cammino verso sud (foto 1). Tale attività si sovrappone a quella che già da mesi interessa la zona sommitale (cratere di SE e conetti di nuova formazione a sud e nord est di questo). La lava fuoriuscita da quota 2100 costeggia monte Silvestri superiore, taglia la strada asfaltata, e continua la sua discesa costeggiando monte Silvestri inferiore e monte Nero, puntando verso monte Ardicazzi e monte Rinazzi. Una sbavatura si "appoggia" al bar "La Capannina" (foto 2) che viene evacuato 

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19 luglio
La colata principale, sostenuta da un'abbondante emissione di lava, raggiunge e supera quota 1500 m proseguendo ancora verso monte Ardicazzi (foto 3). Apertura di una bocca a quota 2700 circa, con formazione di una colata che raggiunge i ruderi dell'ex Piccolo Rifugio, produce i primi danni agli impianti di risalita e prosegue il suo cammino a fianco del terzo skilift, minacciando l'impianto stesso e quelli più a valle, compreso il rifugio Sapienza, la stazione di partenza della funivia e relativi piloni. Alle ore 19 circa una densa nube di cenere indica l'apertura di una bocca sul fianco NE della Montagnola (foto 4). 
Da questa apertura si hanno continue proiezioni di ceneri che rimangono sospese e ricadono sui paesi del versante est e sud est. A quota 2100 m intensa attività eruttiva (fontane di lava ed emissione di ceneri) ed effusiva (foto 5

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20 luglio
La colata principale supera monte Ardicazzi (foto 6). Sempre intensa l'attività alle bocche di quota 2100 m (foto 7

21 luglio
Il fronte lavico raggiunge monte Rinazzi e prosegue in direzione di Nicolosi. La zona é pianeggiante e la velocità di avanzamento diminuisce. Piccoli incendi si sviluppano nella vegetazione circostante (foto 8). Per evitare il propagarsi del fuoco dei "Canadair" ed elicotteri della Marina spargono continuamente acqua sulla vegetazione (foto 9)


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22 luglio
Nella notte pioggia di cenere su Catania (foto 10). L’aeroporto viene chiuso per alcune ore per ripulire la pista. Il fronte lavico procede verso Piano Elisi (periferia ovest di Nicolosi). Gli argini del canalone entro cui si muove vengono rinforzati. In serata scossa sismica avvertita da Zafferana a Nicolosi

23 luglio
Si accentua una frattura che va dalla Montagnola al cratere di SE, da cui una colata si riversa nella Valle del Bove. Si apre una nuova frattura nel versante nord della Valle del Bove con fuoriuscita di lava in direzione di monte Rittman. La lava che sgorga da quota 2700 aumenta il flusso. Le cabine della funivia vengono smontate e messe al sicuro, mentre le ruspe creano terrapieni di contenimento per proteggere gli impianti e le infrastrutture turistiche. Il fronte lavico in prossimità di Nicolosi procede a velocità ridotta su un tratto pianeggiante. L’aeroporto di Catania chiuso al traffico per l’abbondante cenere sulla pista. Dichiarato lo stato di emergenza


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24 luglio
Giornata di stasi nell'evoluzione dei fenomeni. Il fronte lavico é quasi fermo, mentre anche le emissioni in quota sono ridotte. Riaperto l'aeroporto di Catania. Ferma l'attività a quota 2700 m, mentre il fronte nei dintorni di Nicolosi é quasi fermo. Dal cono formatosi a 2500 m a NE della Montagnola in zona "Laghetto" degasazione continua con forti lanci di cenere e sabbia

25 luglio
Nel primo pomeriggio ripresa di emissione di lava dalla bocca a 2700 m. Questa nuova colata si sovrappone alla precedente seguendone il percorso lungo le piste da sci. In serata rallentamento del fenomeno

26 luglio
Poco dopo la mezzanotte da una delle bocche a 2500 m comincia ad uscire un abbondante flusso di lava che ripercorre quello di quota 2700 m lungo le piste da sci. Alle ore sei circa la stazione terminale della funivia viene marginalmente in contatto con la lava subendo danni e incendiandosi parzialmente. Nel corso della giornata la lava, dopo aver interessato ancora gli skilift, giunge in prossimità del rifugio Sapienza e della stazione di partenza della funivia. La sovrapposizione sulla colata precedente aumenta l'altezza del fronte. Per il momento però gli argini resistono. In serata la lava raggiunge il piazzale delle infrastrutture turistiche, tagliando la strada in prossimità di quella di quota 2100 m. Risparmiati il rifugio Sapienza e la stazione di partenza della funivia. L'alimentazione però é sostenuta. Si rinforzano gli argini il più possibile

27 luglio
La lava invade il piazzale posteggio del rifugio Sapienza e prosegue verso sud parallelamente alla precedente di quota 2100 m. Costruito un ulteriore bastione per proteggere il Sapienza e la stazione della funivia. In serata aumenta l'attività di tutte le bocche alle varie quote. Nuova frattura a poca distanza dalla bottoniera di quota 2100 m

28 luglio
Chiuso l'aeroporto di Catania fino alle 21. Attività esplosiva con lancio di lapilli dal cratere "Laghetto" a 2500 m. Da questa bocca un braccio di lava si riversa attraverso il  "canalone della sabbia" nella Valle del Bove, mentre un altro costeggia sempre la stazione terminale della funivia. Da quota 2700 m un braccio ripercorre il tracciato della funivia con danni ai piloni; un altro si dirige invece verso monte Nero degli Zappini, nei pressi del quale é un vivaio della Forestale. Normale l'attività del cratere di SE con un braccio che scende nella Valle del Bove ed un altro verso sud verso la Montagnola. La lava proveniente dalla bottoniera di quota 2100 si sovrappone alla precedente ormai quasi del tutto ferma e si trova all'altezza di monte Concilio (1200 m). Dai Pizzi Deneri, versante sud, una colata si riversa nella Valle del Leone

29 luglio
Giornata di calma relativa. Prosegue l'attività esplosiva con boati frequenti. Stazionaria la situazione in quota, mentre il fronte lavico in prossimità di Nicolosi é quasi fermo

30 luglio
La colata verso sud ovest raggiunge monte Nero dal lato ovest e punta verso monte Nero degli Zappini. Per le altre colate niente di sostanzialmente nuovo. L'aeroporto di Catania chiuso per cinque ore

31 luglio
Il braccio lavico proveniente dal cratere "Laghetto" tracima l'argine di protezione e minaccia il rifugio Sapienza e la stazione di partenza della funivia. Scarsamente alimentato si arresta però in breve tempo. Circondata dalla lava la capannina dello sci club "Agonistica sci k" lungo le piste da sci. Stazionaria l'attività alle altre bocche

1/2 Agosto
Fenomeni in attenuazione. Continua l'emissione di ceneri. Chiuso a intervalli l'aeroporto di Catania

3 Agosto
Attività molto ridotta. Ancora emissione di ceneri. Annunciata chiusura dell'aeroporto di Catania fino a lunedi 6 agosto alle ore 18