| 29
ottobre
Ore 11: terremoto di forte intensità (magnitudo 4.4) nella zona est dell'Etna. Interessati i comuni compresi nella zona di Zafferana,Santa Venerina, Giarre, Guardia Mangano, Acireale. I danni maggiori a Santa Venerina con circa 1000 senza tetto. Ore 17.40: altro terremoto (magnitudo 4) tra Linera e Santa Venerina. Poco dopo scossa di magnitudo 4.1 appena ad ovest di Zafferana. Nello stadio di Santa Venerina si allestisce una tendopoli per 400 famiglie. Dichiarato lo stato di calamità per tutta la zona interessata dai fenomeni. A Catania chiuse le scuole e divieto di circolazione per i veicoli a due ruote per il fondo stradale ricoperto di cenere. Fronte lavico diviso in due rami: uno in direzione contrada Pitarrone, praticamente fermo; l'altro in direzione Piano Pernicana discretamente alimentato Foto 3: il ramo di lava di piano Pernicana taglia la Mareneve nel tratto tra i "Due Monti" e il bivio per piano Provenzana (cliccare sulla foto per ingrandirla) 30 ottobre Eventi sismici in diminuzione. Rallenta il flusso lavico nel ramo di Piano Pernicana. Anche alle bocche si ha una minore fuoriuscita di lava 31 ottobre Ancora scosse di terremoto, ma di minore importanza. Nel versante di Linguaglossa la colata lavica supera Piano Pernicana e giunge a quota 1100 in contrada "Mandra del re", incuneandosi nel letto del torrente Sciambro 1 novembre Cambia la direzione del vento. Chiuso l'aeroporto di Reggio Calabria, riapre quello di Catania anche se inizialmente a traffico ridotto. Intorno alle 10 due scosse di terremoto (magnitudo 2.7 e 3.0) nei pressi di Zafferana. In serata quasi fermo il fronte lavico nel torrente Sciambro. Quasi inesistenti le fontane di lava alla bottoniera ove si assiste solo ad attività esplosiva. Foto 4 (cliccare sulla foto per ingrandirla). Continua invece in maniera copiosa l'emissione di cenere dal cratere centrale e soprattutto dal versante sud. Il vento spinge ora la cenere in direzione ovest 2 novembre Riapre l'aeroporto di Reggio Calabria. Da un satellite ESA riscontrata una eccezionale presenza di biossido di zolfo nel fumo emesso dall'Etna. Quasi ferma la colata lavica, mentre continuano, anche se con minore intensità, i fenomeni sismici. 3 novembre Scossa di magnitudo 3.5 con epicentro Piano Pernicana, avvertita a Linguaglossa, Solicchiata, Castiglione e Passopisciaro. Contemporaneamente altra scossa in mare nei pressi di Panarea, dove una zona di mare é diventata bianca e si sono notati vasti gorghi in mare, forte odore di zolfo e moria di pesci 4 - 12 novembre Continua l'attività esplosiva dalla bocca di quota 2750 sul versante sud con continua emissione di sabbia. L'aeroporto di Catania viene ripetutamente chiuso e riaperto man mano che il vento ruota e porta o meno sabbia sulla zona aeroportuale 13 novembre Cessata ogni emissione dal versante sud 14 novembre Riprende in grande stile l'emissione di sabbia dal versante sud, con fontane di lava alte 200 m. Il vento spinge la nuvola di sabbia sul versante orientale del vulcano interessando i paesi della costa a nord di Catania. Si ravviva la colata lavica del versante sud, sovrapponendosi alla precedente, pur non facendo molta strada 19 novembre Scossa di terremoto poco prima delle 8:00 (magnitudo 3.0) nel versante nord. Nel versante sud continua abbondante l'emissione di sabbia, con modesta fuoriuscita di lava 20 novembre Scossa di terremoto (magnitudo 3.5) nel mar Tirreno, 10 km al largo della costa tra Messina e Capo d'Orlando. Sull'Etna aumenta l'attività esplosiva, mentre si nota una dimunuizione di emissione di sabbia 21 novembre Nel versante sud un braccio di lava a quota 2400 m investe un traliccio dello skilift (già danneggiato nel 2001) e si incanala nell'ex pista da sci in direzione sud 22 novembre Il braccio di lava diretto verso sud (zona Sapienza - Funivia) raggiunge quota 2300 e sta interessando il secondo skilift. Praticamente fermi i bracci che nei giorni precedenti avevano interessato la pineta di Ragalna ed il giardino botanico della Forestale 24 novembre Tre scosse sismiche tra le sette e le otto di mattina: una con epicentro 3 km a ovest della Montagnola (magnitudo 2.7), una seconda (magnitudo 3.7) ed una terza (magnitudo 2.8) tra Zafferana e Santa Venerina. Lava a 400 m dal rifugio "Sapienza". Si provvede a sgomberare in via cautelativa gli interni del rifugio. Analogo provvedimento per la stazione di partenza della funivia: le cabine vengono smontate e portate altrove. Continua l'opera di rafforzamento degli argini (già costruiti nel 2001). Nel pomeriggio altre due scosse di terremoto ( 2.7 e 3.0) in zona Zafferana - Milo. Si é riverificato a Panarea il fenomeno del 3 novembre. 25 novembre Poco a nord del cratere di quota 2750 si apre una nuova bocca esplosiva che proietta fontane di lava. La colata lavica che minaccia il Sapienza, vuoi per esaurimento, vuoi per azione degli argini artificiali, si ferma in parte a 50 m dal rifugio e in parte viene deviata sul percorso della colata del 2001 arrivando a pochi metri dalla strada carrozzabile. Riprende invece vigore la colata in direzione monte Nero degli Zappini - pineta di Ragalna 26 novembre Continua il fenomeno delle fontane di lava dai crateri a quota 2750 - 2800. Il maltempo impedisce ulteriori osservazioni visive 27 novembre Scossa di terremoto (magnitudo 3.0) alle 5.40 in zona Santa Venerina. Continua il maltempo in quota. Le osservazioni strumentali registrano livelli sempre sostenuti di tremori interni, indice che l'attività non accenna a decrescere 28 novembre Scossa di teremoto (magnitudo 3.4) 30 km al largo della costa tra Catania e Siracusa. Sul versante sud la colata supera quota 1820 e comincia ad aggredire la pineta che interessa i comuni di Ragalna e Biancavilla. Risparmiato il rifugio "San Gualberto" della Forestale, posto su un rilievo. Caduta di cenere su Catania 2 dicembre Dopo una scossa sismica crolla parzialmente la scuola elementare di Macchia di Giarre. Fortunatamente nessuna vittima. A Santa Venerina riapre stabilmente la scuola con le aule alloggiate nei container 4 dicembre Scossa sismica di magnitudo 2.7 alle 6.17 nei pressi di Acireale 9 dicembre Continua l'attività eruttiva nel versante sud dalla bocca di quota 2800. Fontane di lava alte 200-300 m 10 dicembre La colonna di cenere é alta più di due km e si dirige verso est sulla costa jonica. A quota 2700, alla base del cratere di quota 2750, si aprono due nuove bocche. Una colata ben alimentata raggiunge quota 2550 in direzione SE, fermandosi alla base del cratere "Laghetto"; un'altra, in direzione S raggiunge i 2500 m sovrapponendosi alle colate precedenti 12 dicembre La colata in direzione SE aggira il cratere "Laghetto" e si dirige verso S raggiungendo i 2100 m. L'altra colata piega a SSO sovrapponendosi alle colate precedenti e raggiungendo quota 2400 13 dicembre La colata in direzione S é a 150 metri dalla strada, ma incanalata in modo da non puntare sul rifugio Sapienza. Per precauzione si rinforzano gli argini in modo da prevenire eventuali tracimazioni laterali 16 dicembre La colata che minacciava la strada si ferma a circa 20 metri da questa 17 dicembre Forte esplosione nel piazzale del Sapienza - funivia. La lava aveva raggiunto una costruzione dalla quale non era stato asportato ogni materiale potenzialmente esplosivo. Si parla di gasolio per riscaldamento o di olio combustibile. 32 feriti 18 dicembre Il fronte lavico più avanzato raggiunge e supera la strada arrestandosi poco dopo 20 dicembre Attività effusiva ed esplosiva in diminuizione. Scarsa emissione di ceneri |