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sforzi di Tifeo che tenta inutilmente di liberarsi
fanno tremare spesso violentemente la terra. Plutone (Ade), re degli inferi,
teme che la terra si apra inondando di luce il Tartaro e portando lo scompiglio
nel regno dei morti. Va quindi spesso a perlustrare la superficie in cerca
di indizi di possibili cedimenti. Nel bosco in prossimità del lago
di Pergusa, la vergine Proserpina, figlia di Cerere (Demetra) raccoglie
fiori insieme alle compagne. Plutone la vede, se ne innamora e la rapisce.
Cerere, non vedendo tornare la figlia, piena di angoscia vaga per terra
e per mare in cerca di Proserpina. La sera, per farsi luce, accende due
torce di pino al fuoco dell'Etna e continua a cercare per tutta la notte
e per altri giorni e notti. Infine trova nelle acque di Ciane
(ormai dissolta) la cintura di Proserpina, intuisce che una disgrazia é
accaduta e va in preda ad una rabbiosa disperazione. La ninfa Aretusa
le racconta l'accaduto. Cerere si rivolge allora a Giove che promette di
farle riavere Proserpina a condizione che questa non abbia mangiato il
cibo dei morti. Proserpina però dopo giorni di rifiuto del cibo
é attratta ingenuamente da un melograno e assaggia sette granelli
da un frutto.
Giove però non vuole scontentare Cerere né Plutone per cui decide che Proserpina passi sei mesi con il marito come regina degli inferi (in questo ruolo verrà chiamata Persefone) e sei mesi con la madre. Quando Proserpina ritorna sulla terra la natura si risveglia, tutto fiorisce e si ha il tempo del raccolto (Cerere é la dea delle messi); quando ritorna sotto terra iniziano i mesi bui dell'inverno |
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